Città e Salute

Cooperativa Sociale

CHI SIAMO

 

l ”Cooperativa sociale” è un ossimoro. E’ un’impresa che deve produrre reddito. E’ un’organizzazione sociale che distribuisce opportunità in modo mutualistico. Per “missione”, ancora più marcata che in altre cooperative, deve promuovere lavoro e diritto di cittadinanza di persone più svantaggiate socialmente. Esemplare è il caso delle cooperative sociali di tipo B che offrono lavoro a soggetti sofferenti psichici.Sono nel paradosso più radicale del mutualismo: uno scambio il cui “ritorno” non è scontato, che conosce crisi repentine e crolli, che opera in mezzo allo stigma sociale e alla incredulità.

 

l Eppure le “social B” funzionano! Danno ogni giorno lavoro, opportunità, reddito, crescita umana e professionale a centinaia di persone.Sono una risposta concreta, dal basso, a delle domande molto ‘moderne’. Una risposta alla crisi del welfare. Una risposta alla crisi di identità del lavoro.

 

l Le cooperative vengono da lontano. Nel grande passaggio dalla civiltà agricola al mondo urbano e industriale la cooperazione è stata la prima risposta collettiva, sociale e politica della gente (prima dei partiti, prima dei sindacati). Al crollo della famiglia patriarcale contadina (il vero welfare del mondo agricolo) ha risposto con le mutue, all’abbandono dell’autoproduzione ha risposto con le cooperative di consumo, al problema dell’alfabetizzazione con le università popolari, al problema della casa ha risposto e persino a quello del credito. Oggi dentro ad una nuova transizione- dalla società industriale a quella postindustriale- costituisce ancora una risposta attuale. Alla crisi del lavoro normato e salariato risponde con l’autorganizzazione del lavoro ed il mutualismo tra soci lavoratori. Alla nuova crisi del welfare risponde con processi dal basso di integrazione e solidarietà, di presenza sui problemi e le domande nuove in una logica non assistenziale ma di valorizzazione delle persone. Anche questa è “new economy”, ma non ha perso le radici: ricorda il futuro.

 

l La cooperazione sociale di tipo B ha bisogno di crescere ancora. Ancora scarse sono le sinergie e la rete tra esperienze. Ancora debole è il riconoscimento istituzionale e politico sia del ruolo di mediazione al lavoro per i soggetti svantaggiati sia della qualità dei processi e dei prodotti. La cooperazione sociale di tipo B deve competere per l’eccellenza! Per questo deve rafforzare la sua autonomia funzionale, non solo nel produrre e distribuire, ma soprattutto nell’anticipare una economia solidale, una nuova qualità del lavoro e del consumo.